Cento anni e migliaia di giri dopo, il Velodromo di Dalmine continua a far sfrecciare le biciclette lungo le sue curve sopraelevate. Un conteggio iniziato nel 1926 e arrivato, lo scorso 29 agosto, a festeggiare il traguardo del primo secolo di storia.
Un anniversario celebrato che guarda inevitabilmente al passato, ma con le biciclette ancora in movimento sulla pista. Ed è probabilmente questo il modo migliore per raccontare cosa rappresenta oggi il Velodromo.
Dopo il lavoro di riqualificazione e il ritorno dell’attività ciclistica, la struttura è tornata a disposizione delle società del territorio e soprattutto dei più giovani, che possono avvicinarsi alla pista e allenarsi in una disciplina molto diversa dalla strada. Allo stesso tempo, il Velodromo offre uno spazio agli atleti più esperti e agli amatori che vogliono inserire questo tipo di lavoro nella propria preparazione.
La celebrazione del centenario ha seguito la stessa direzione. Alla narrazione “Una pedalata lunga un secolo”, curata dal Circolo dei Narratori della Biblioteca di Dalmine, si è affiancata la parata di una trentina di giovani ciclisti delle società del territorio. Il titolo scelto per l’esibizione anticipava già bene il significato della serata: “Cent’anni in pista – Il futuro pedala”.
A occuparsi oggi del rilancio dell’attività ciclistica è Lince SSD, società sportiva presieduta da Stefano Maldifassi. Un progetto che conosciamo da vicino e che ci permette di seguire direttamente il percorso intrapreso per restituire continuità all’utilizzo della pista. Durante la celebrazione, a rappresentare Lince SSD è stato Andrea Pernice, Vicepresidente della società. Il suo intervento ha riportato l’attenzione proprio sul significato attuale del Velodromo: celebrare cento anni di storia ha valore soprattutto se si creano le condizioni perché quella storia possa continuare.
Dopo cento anni, del resto, il Velodromo conosce bene il meccanismo che superare la linea non significa fermarsi. Almeno fino a quando non suona la campanella, c’è sempre un altro giro da fare.



