Mario Giannola, marchigiano dell’anno

Mario Giannola, marchigiano dell'anno
Mario Giannola, marchigiano dell’anno

Per l’anno 2018, il premio deliberato dal Centro Studi Marche assegnato ai marchigiani che si sono distinti nei settori della cultura, dell’imprenditoria, dell’arte, della ricerca scientifica, dello sport e della pubblica amministrazione è stato conferito a Mario Giannola.

Il CE.S.MA, intitolato al grande maestro di medicina, il compianto prof. Giuseppe Giuochi, è nato nel 1983 con lo scopo di valorizzare l’immagine, la conoscenza e operosità dei cittadini marchigiani, ai quali in Italia e nel Mondo siano state riconosciute particolari benemerenze.

Quando l’avvocato Mario Giannola ricevette però la comunicazione ufficiale del conferimento del Premio “Centro Studi Marche”, pensò subito a uno scherzo, ma era tutto vero.

 

Perché pensava a uno scherzo?

Ho ricevuto una telefonata, che ha preceduto qualsiasi tipo di comunicazione istituzionale. Mi dissero che mi era stato attribuito il premio “Marchigiano dell’Anno” e che l’avrei ricevuto in Senato. Ero fortemente sorpreso, ma anche perplesso. Un conto è ricevere una telefonata, un conto una comunicazione per iscritto. Ma subito dopo è arrivata la lettera ufficiale e ho preso atto. 

 

Quali sono le motivazioni di questo riconoscimento?

L’intento è quello di dare un meritato riconoscimento alle cosiddette marchigianità. Valorizzare le attività, l’immagine e conoscenza dei cittadini marchigiani. Penso quindi alla mia vita e alla mia famiglia, all’educazione che hanno saputo insegnarmi. Penso anche ai miei 50 anni di attività professionale, un traguardo raggiunto con grande orgoglio, guidato da precise norme etiche, prima che morali.

 

Qual è la differenza tra etica e morale?

Come diceva Immanuel Kant in un estratto dalla Critica della ragion pratica, il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me. L’etica è il cielo stellato, le norme eterne per tutti, le leggi uguali per tutti. Mentre dentro di noi c’è qualcosa di personale, la morale risponde a condizioni soggettive.

 

Quanto il Rotary e i suoi valori hanno permesso questo riconoscimento?

Moltissimo. Molto di ciò che ho fatto è grazie al Rotary e ai valori che mi ha trasmesso. Impegno e concretezza in occasione di necessità e urgenze è ciò che ha sempre guidato la mia professionalità. Servire sopra ogni interesse personale è un principio che mi ha accompagnato lungo tutta la vita. La mia attività è sempre stata improntata, impostata e diretta dalle idealità rotariane, che ho vissuto fin da bambino, mio padre fu uno dei fondatori del Rotary Club Fano.

 

In altre parole, è rotariano da sempre.

Direi di sì. Grazie a mio padre entrai subito in contatto con il mondo Rotary. Da piccolo rimasi affascinato dal quel grosso libro blu sullo scaffale, che leggevo per individuare i moltissimi nomi importanti presenti.

Parlo ovviamente dell’annuario, all’interno del quale il mio nome comparve negli Anni ’80, dopo essermi trasferito da Fano a Pesaro, insieme a mia moglie Sandra.

Entrai ufficialmente nel Rotary Club Pesaro. Visto il campanilismo tra Fano e Pesaro, tra cui vive una forte rivalità come in un derby fra Roma e Lazio, non sono mai stato perdonato dalla mia famiglia (ride).

Nel 1984/1985 sono diventato Presidente di Club, successivamente Assistente del Governatore e, infine, nel 1997 sono diventato Governatore del Distretto 2090, che comprendeva i territori di Marche, Umbria, Molise, Abruzzo e, all’epoca, anche l’Albania.

 

Proprio nel 1997 durante il suo governatorato, un grave terremoto colpì Umbria e Marche.

Le due regioni dell’Italia centrale furono fortemente pregiudicate e danneggiate. Le scosse colpirono l’Umbria e le Marche nel settembre del 1997 e nel marzo del 1998, quando ero Governatore del Distretto. Quell’anno organizzammo moltissime iniziative e progetti di restituzione sociale. Scuole, ospedali, biblioteche e case di riposo furono consegnate chiavi in mano alle autorità amministrative. Il Rotary è stato uno dei principali protagonisti della ripresa delle comunità colpite.

 

Cosa rappresenta il Rotary nella sua esperienza personale?

Il Rotary è stato per me una vera e propria palestra di vita, grazie alla quale ho avuto ricevuto importanti spunti e benefici. Ho conosciuto moltissime persone, tantissimi amici. Insieme al Rotary condivido i valori di professionalità e rispetto del territorio. Devo tanto al Rotary e spero che il mio impegno e contributo sarà tenace anche in futuro.

 

Quanto sono importanti i valori della professionalità e del rispetto del territorio?

Professionalità e legame con il territorio sono due valori fondamentali e intimamente collegati.

L’attività forense raccoglie interessi e diritti che in attesa di essere confermati si affrontano. È sempre una sfida continua quella dell’avvocato, che ha ripercussioni dirette sul territorio dove ci si misura. Questi due valori, uniti a un equilibrio tra esperienze lavorative e umane, l’alternarsi di sfide contrastanti e, perché no, anche di successi mi hanno accompagnato giorno dopo giorno.

 

Saggezza è equilibrio di esperienze e valori?

Possiamo dire di sì, ma quanto vorrei essere meno saggio e meno esperto. In aula mi dicono spesso «quanto vorrei avere la sua esperienza» e io rispondo che vorrei avere i loro 30 anni (ride).

Mi arrabbio quando mi dicono che ho fatto carriera. Perché fare carriera non è un caso, ma è un’assunzione continua di responsabilità.

E la responsabilità è un valore fondamentale da tenere sempre in considerazione

 

Che cosa significa responsabilità?

Leggiamo bene la parola. Responsabilità significa rispondere, o meglio, abilità nel rispondere. Capacità di intercettare le necessità e intervenire per risolverle. Non basta ricoprire un importante incarico per rappresentare il valore della responsabilità.

 

Come ci si distingue oggi, in una regione come le Marche?

Sapendo cogliere le opportunità per trasformarle nella propria occasione. Certi treni passano una volta sola, l’importante è non perderli.

 

A chi dedica questo riconoscimento?

Senza dubbi a mia moglie Sandra, compagna di una vita, tristemente venuta a mancare lo scorso novembre. Il premio è certamente dedicato a lei e al suo ricordo.

 

 

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