Dietro una società sportiva dilettantistica c’è molto di più: un progetto costruito per tenere insieme discipline, competenze e generazioni.
Alla base c’è la collaborazione tra Stefano Maldifassi e Pernice: due approcci diversi che lavorano nella stessa direzione. Da una parte la competenza tecnica, dall’altra la capacità di dare forma e continuità a un progetto.
Lince lavora con un approccio multidisciplinare: non per allargare l’offerta, ma per costruire un modello che non sia legato a una singola disciplina. Non si limita a organizzare gare o allenamenti, ma vuole andare oltre, costruendo un sistema strutturato: percorsi formativi personalizzati, supporto tecnico avanzato con valutazioni biomeccaniche, accesso a materiali e spazi all’avanguardia. L’idea è quella di creare ambienti in cui i giovani possano non solo competere, ma sviluppare competenze fisiche e mentali, in contesti che favoriscono il talento.
Alla guida del progetto c’è Stefano Maldifassi, ingegnere biomeccanico e pluricampione di skeleton, oggi coinvolto anche in ambiti tecnici nazionali. La sua presenza definisce l’impostazione: metodo, misurazione, lavoro sui dettagli. Non teoria, ma applicazione concreta.
Il nostro ruolo si inserisce qui: non raccontare il progetto dopo, ma costruirne la leggibilità fin dall’inizio. Dare coerenza a ciò che succede sul campo.
Lince è già intervenuta sul campo con la riapertura del Velodromo di Dalmine, il 30 marzo: dopo oltre due anni di lavori, l’impianto è tornato operativo, riaprendo l’accesso alla pista per esordienti, allievi e giovanissimi. Un passaggio concreto, non simbolico: calendario attività, gare in programma, utilizzo reale.
È da qui che si misura un progetto.












