Il sapere che non si trasmette resta di chi lo possiede. Diventa patrimonio comune quando ci si assume il compito di insegnarlo. Proprio nel trasferimento il Rotary incontra molti giovani nel mondo, interlocutori di una relazione in cui, con le nozioni, devono necessariamente transitare anche i valori. Leggere, scrivere e far di conto sono la soglia; l’esempio, il rigore e la responsabilità che l’atto di insegnare porta con sé ne sono il compimento. L’alfabetizzazione si fa qualitativa quando l’educazione di base si salda a questo trasferimento valoriale, quando chi impara riceve, con gli strumenti, anche il criterio per usarli: una sorta di bussola di orientamento per potenziare l’apprendimento e tradurlo in sapere, arricchendolo con l’esperienza.
Lo stesso principio regge la Fondazione Rotary che garantisce la sostenibilità di tutti i progetti di Servizio, li ordina nelle aree d’intervento e chiede a ciascuno degli attori coinvolti di lasciare sul campo le proprie competenze, oltre che opere frutto del fare e del dare: è il senso di ambire a ritrovare, nel tempo, un medico specializzato, un insegnante formato, una comunità capace di proseguire da sé. Il progresso globale, nella visione rotariana, è una competenza che passa di mano in mano, proprio attraverso il Servizio. L’alfabetizzazione e l’educazione di base sono tra queste aree e, insieme, il modello di tutte le altre: ciò che l’insegnamento compie nella vita di un giovane, la Fondazione lo compie nella vita delle comunità. E in entrambi i casi Servire significa rendere l’altro capace.



