Alzi la mano chi da bambino non ha mai ricevuto la domanda: cosa vuoi fare da grande? E puntualmente le risposte cambiavano nel giro di pochi mesi. A undici anni è obiettivamente difficile sapere che lavoro si farà da grandi ed è giusto che sia così.
A quell’età, tuttavia, si possono scoprire le prime passioni e capire che cosa ci può incuriosire. Alcune materie vengono studiate più volentieri, mentre per altre c’è meno attitudine e volontà di portarle avanti.
È da questa idea che nasce il Polo Nazionale Integrato dell’Education Aeronautica, un progetto che mette in relazione scuola, formazione specialistica, università e industria del lavoro per costruire un percorso capace di accompagnare gli studenti durante le diverse fasi della loro crescita.
Il primo passaggio si sviluppa già durante la scuola secondaria di primo grado all’interno dell’Istituto Scolastico Locatelli di Bergamo. In questa fase l’aeronautica non è vista tanto come una specializzazione precoce, quanto come uno strumento di orientamento. L’obiettivo rimane quello proprio della scuola di costruire un metodo e fornire le competenze di base per introdurre progressivamente i ragazzi alle discipline scientifiche e tecnologiche.
Anche l’inglese assume fin da subito un peso particolare, perché è la lingua che accompagna tutto il percorso successivo e che nel settore aeronautico diventa uno strumento indispensabile per il lavoro quotidiano.
La tappa successiva porta alla Lindbergh Aviation Academy, realtà che conosciamo bene e che seguiamo da tempo anche dal punto di vista della comunicazione. Qui il rapporto con l’aviazione cambia quota perché la preparazione scolastica viene affiancata da laboratori e simulatori dedicati alle diverse professioni. Piloti, controllori del traffico aereo, tecnici manutentori, meteorologi, addetti alla torre di controllo e altre figure iniziano così a uscire dalle definizioni dei libri per diventare nuove possibilità di carriera. All’interno del piano di formazione a fare la differenza sono anche le esperienze didattiche in aeroporti, musei, aziende del settore e realtà operative.
Ma è con AEA – Aircraft Engineering Academy che la filiera compie il passaggio più netto dalla formazione scolastica a quella professionale. La realtà fondata da Alessandro Cianciaruso rappresenta il cuore operativo del Polo ed è una scuola certificata ENAC Part-147 per la formazione dei tecnici manutentori aeronautici secondo gli standard previsti dalla normativa europea. Oggi l’Academy forma circa 250 studenti attraverso un percorso biennale che alterna 1.450 ore di didattica frontale ad altrettante ore di attività pratica. Gli studenti hanno a disposizione un hangar dove lavorano su aeromobili e applicano la teoria che viene appresa quotidianamente in aula. Un modus operandi che permette agli studenti di avere un ingresso privilegiato nel mondo del lavoro, perché già pronti per affrontare le task reali che li attenderanno.
Il percorso, tuttavia, non necessariamente termina qui. Il quarto livello della filiera apre infatti alla formazione universitaria nelle discipline legate all’ingegneria e alle tecnologie avanzate, permettendo così agli studenti di sviluppare ulteriormente le competenze tecniche già acquisite.
Grazie alla collaborazione con MESH Education e UniNettuno, chi prosegue all’università porta con sé quanto ha appreso per specializzare le diverse nozioni.
In questi mesi abbiamo supportato AEA nella costruzione del Polo Nazionale Integrato dell’Education Aeronautica, accompagnandoli sia nelle conferenze stampa di presentazione del progetto, sia durante la visita in hangar del Ministro dell’Educazione, Giuseppe Valditara con attività dedicata sui canali social, pronti per vivere ancora insieme la prossima sfida, o meglio viaggio, che ci aspetta. Non ci resta che allacciare le cinture e scoprirlo.








